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Il Pool Libertas lotta fino alla fine ma Vibo Valentia è più forte

TONNO CALLIPO CALABRIA VIBO VALENTIA 3

POOL LIBERTAS CANTU’ 0

(25-19, 25-22, 25-17)

TONNO CALLIPO CALABRIA VIBO VALENTIA: Orduna 1, Buchegger 16, Mijailovic 11, Fedrizzi 10, Tondo 9, Candellaro 5, Cavaccini (L1), Piazza, Belluomo, Carta (L2). N.E.: Terpin, Balestra, Bellia, Tallone. All: Douglas, 2° All: Racaniello (battute vincenti 4, battute sbagliate 12, muri 4).

POOL LIBERTAS CANTU’: Alberini 2, Galliani 5, Preti 9, Ottaviani 11, Aguenier 6, Mazza 1, Butti (L1), Gianotti, Gamba 1, Compagnoni, Rota, Picchio, Rossi 4. NE: Monguzzi (L2). All: Denora, 2° All: Zingoni (battute vincenti 2, battute sbagliate 8, muri 3).

Arbitri: Pierpaolo Di Bari e Stefano Chiriatti

Addetto al videocheck: Luca Scalzo

Quella in casa di Vibo Valentia era già sulla carta una partita difficile, ma il netto 3-0 con cui la Tonno Callipo Calabria si è imposta sul Pool Libertas Cantù non racconta la lotta palla su palla dei canturini rispetto alla ben più quotata, e finora imbattuta, avversaria. I ragazzi di Coach Francesco Denora hanno dato filo da torcere ai padroni di casa per la maggior parte della partita, e i calabresi hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per portare a casa il bottino pieno.

Coach Francesco Denora recupera Alessandro Preti, che schiera fin dall’inizio in diagonale a Giuseppe Ottaviani, con Alessio Alberini in regia, Alessandro Galliani opposto, Federico Mazza (sostituito da Gianluca Rossi dal finale di primo set) e Jonas Aguenier centrali, e Luca Butti libero. Coach Cesar Douglas risponde con Santiago Orduna palleggiatore, Paul Buchegger opposto, Michele Fedrizzi e Nikola Mijailovic schiacciatori, Davide Candellaro ed Alessandro Tondo centrali, e Domenico Cavaccini libero.

Il primo set inizia in sostanziale equilibrio, con le due squadre che lottano palla su palla. Buchegger e Fedrizzi provano un primo allungo (11-8). Il vantaggio interno si concretizza con il turno al servizio dell’opposto austriaco, che lancia i suoi a +6 con Coach Denora a fermare il gioco (16-10). E’ lo strappo decisivo: il Pool Libertas non molla, rosicchia qualche punto (23-18), ma la Tonno Callipo Calabria riesce a chiudere aiutata da una battuta lunga di Rossi (25-19).

A inizio secondo set la Tonno Callipo Calabria prova subito a scappare con Tondo (8-5). Il Pool Libertas, però, non sta a guardare: con i suoi schiacciatori pareggia, e con un muro di Rossi su Buchegger sorpassa (11-12). In questa fase ci sono continui ribaltamenti di fronte (14-13, 15-16), ma due errori consecutivi dei canturini mandano Vibo Valentia sul +2, e Coach Denora vuole parlarci su (18-16). Preti attacca in rete, e chiude il parziale di 6-1 (21-17) che di fatto consegna il set ai padroni di casa. Cantù rosicchia qualche punto (24-22), ma Buchegger chiude con un attacco (25-22).

Inizio terzo set in equilibrio fino alle due indecisioni nel campo canturino che permettono alla Tonno Callipo Calabria di allungare, con Coach Denora che ferma il gioco (10-7). Al rientro in campo Ottaviani e Galliani riportano sotto il Pool Libertas (10-9). Vibo Valentia, però, non ci sta e rilancia l’azione (14-10). Il turno in battuta di Buchegger è letale per i canturini, e i padroni di casa volano 21-13 (parziale di 7-1). Cantù non riesce a ricucire lo strappo, e Candellaro consegna set e match ai suoi (25-17).

Queste le parole di Coach Francesco Denora a fine partita: “Cerchiamo di crescere da questa partita: portiamo a casa un buon secondo set, e impariamo dai nostri errori, cioè quello che ci ha condizionato un po’ in quel finale di set. Prendiamo anche di positivo la ricezione, cosa non scontata contro una squadra con questo livello di servizio. Forse a noi è mancato il giusto coraggio in quel fondamentale: dobbiamo necessariamente crescere, e sono sicuro che lo faremo ora che torniamo al completo. Per il resto della gara, la responsabilità è mia: sono il primo a dover imparare dai miei errori. E’ stato un azzardo giocare con questo sistema avendolo provato poco, e i riferimenti in attacco non erano rodatissimi. Dovevo seguire il detto ‘squadra che vince non si cambia’”.

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